Le mani come canale energetico

Condividere

Il gesto, il contatto e l’ascolto: dalle mani nasce una connessione profonda con noi stessi e con chi ci sta accanto

Le mani sono uno dei primi strumenti attraverso cui entriamo in relazione con il mondo. Con le mani tocchiamo, accarezziamo, sosteniamo, proteggiamo. Attraverso una mano possiamo comunicare presenza e vicinanza anche senza bisogno di parole. Nel mio percorso di yoga ho imparato a dare sempre più valore a questo linguaggio silenzioso. Le mani accompagnano il respiro, seguono il movimento, assumono forme precise nelle mudra e, attraverso il contatto consapevole, possono diventare uno strumento prezioso di ascolto. Per me sono anche un canale attraverso cui accompagnare l’energia, entrando in contatto con quella dimensione più sottile della pratica che non sempre ha bisogno di essere spiegata, ma può essere semplicemente percepita.

I mudra: il linguaggio delle mani nello yoga

Nello yoga le mani possono assumere forme semplici e precise: sono le mudra. Le dita che si incontrano, i palmi che si aprono, le mani portate al cuore o appoggiate sulle gambe possono diventare un punto di attenzione e di presenza. Durante la pratica possono emergere sensazioni sottili: calore, formicolio, pulsazioni, leggerezza o semplicemente una maggiore consapevolezza delle mani. Ogni persona può vivere queste sensazioni in modo diverso. Non è necessario cercarle né aspettarsi che accada qualcosa di particolare. Il gesto stesso può diventare un invito a fermarsi e ad ascoltare.Quando portiamo attenzione alle mani, spesso iniziamo ad ascoltare anche ciò che accade dentro di noi. Una mano sulla pancia: la connessione tra mamma e Bambino questo gesto assume per me un significato ancora più speciale nello yoga in gravidanza. Portare una mano sulla pancia, fermarsi, respirare e sentire la propria presenza può diventare un momento intimo di connessione tra la mamma e il bambino. La mano diventa un ponte.Non serve fare nulla di particolare: a volte è sufficiente appoggiarla dolcemente sulla pancia e respirare, lasciando che quel gesto semplice crei uno spazio di ascolto. Durante la pratica accompagno le future mamme a riconoscere il proprio corpo che cambia, ad abitare la gravidanza con maggiore consapevolezza e a concedersi momenti in cui fermarsi e sentire.Quella mano sulla pancia può diventare un piccolo rituale quotidiano: un modo per rivolgersi al bambino, per dedicargli attenzione e, allo stesso tempo, per ascoltare se stesse. È un contatto che non ha bisogno di parole. Una mano, un respiro, una nuova vita.

Le mani e il Reiki

Anche nel Reiki le mani hanno per me un ruolo importante. Nella mia pratica le utilizzo come veicolo per accompagnare l’energia, senza un contatto diretto con la pelle. Possono essere mantenute a una certa distanza dal corpo, in un atteggiamento di ascolto e presenza. A volte si possono percepire calore, formicolio o altre sensazioni sottili; altre volte semplicemente una sensazione di calma e rilassamento. Non cerco di controllare ciò che accade, ma di creare uno spazio nel quale la persona possa fermarsi, respirare e rilassarsi.

Le mani nello yoga della terza età

Anche nello yoga della terza età le mani diventano uno strumento prezioso. Attraverso semplici movimenti delle dita e dei polsi, piccoli automassaggi, mudra e gesti coordinati con il respiro, possiamo portare attenzione a una parte del corpo che spesso utilizziamo senza realmente percepirla. La lentezza diventa importante. Non si tratta di fare di più, ma di sentire di più. Una mano che si apre e si chiude lentamente, un dito che viene mosso con consapevolezza, le mani che si sfiorano: piccoli gesti possono diventare occasioni per riscoprire il corpo e la propria capacità di ascolto.

Le mani nello yoga bimbi

Con i bambini, invece, le mani diventano subito gioco e creatività. Possono trasformarsi in ali, fiori, animali, montagne. Possono raccontare una storia, accompagnare una canzone o diventare un piccolo mudra. Attraverso le mani il bambino esplora il movimento, la coordinazione e la relazione con il proprio corpo. Anche il contatto può avere un ruolo importante, sempre nel rispetto dei confini e della sensibilità di ogni bambino. Una mano può dire sono qui, ti ascolto, ti accompagno. E spesso i bambini comprendono questo linguaggio molto prima ancora di saperlo raccontare con le parole.

Le mani come ponte

Se penso alle diverse pratiche che porto nel mio lavoro, ritrovo nelle mani un filo conduttore. Le mani nel mudra. La mano sulla pancia durante lo yoga in gravidanza.Le mani che accompagnano il respiro e il movimento nello yoga della terza età. Le mani che diventano gioco nello yoga bimbi. Le mani che, nel Reiki, accompagnano l’esperienza energetica senza bisogno di contatto diretto. Sono gesti diversi, ma hanno qualcosa in comune: ci riportano alla presenza. Ci invitano a sentire e creare connessione. Forse è proprio questo che amo delle mani: non hanno bisogno di spiegare. Una mano sulla pancia può raccontare una relazione che sta nascendo. Un mudra può diventare un gesto di raccoglimento. Una mano che accompagna un bambino può trasmettere sicurezza. Due mani che si avvicinano al corpo durante una pratica Reiki possono creare uno spazio di ascolto. E così le mani diventano un ponte tra il corpo e ciò che sentiamo, tra noi e l’altro, tra il gesto e la presenza. A volte basta fermarsi, portare le mani sul corpo e respirare. E da quel gesto semplice può iniziare un ascolto nuovo.

E tu che rapporto hai con le mani ?

Se questo articolo ti ha ispirato, ti invito a partecipare a una delle mie lezioni sul tappetino, in presenza oppure online anche o acquista una mia scheda digitale. Visita il mio sito www.yoga-liguria.com per scoprire il calendario aggiornato e prenotare la tua esperienza con me. Lascia un commento se l’articolo ti è piaciuto o se hai domande: la tua voce è preziosa! Per approfondire, seguimi su: Spotify per i miei podcast, Instagram e Facebook, YouTube.

Con gratitudine, Namastè Chantal 🙏

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *